Lettera di Pasqua de Jean-François e Aurelio, Perín, 23 marzo 2018

In primo piano

Carissimi fratelli,

vi scriviamo da Perín, Spagna, dove ci siamo riuniti per preparare l’Assemblea Mondiale della fraternità sacerdotale Jesus Caritas a Cebu, Filippine

Siamo vicini a Pasqua, anche se con freddo, ma in primavera.

Abbiamo preparato la Lettera di Convocazione per l’Assemblea e insieme ai 56 delegati o responsabili che vi parteciperanno, tutti i fratelli di Iesus Caritas si sentano impegnati. Tenendo presente la situazione del mondo e della Chiesa, che sottolinea l’attualità della spiritualità di Carlos de FOUCAULD. Da una parte l’evoluzione del mondo: i cinque continenti sono sempre più interdipendenti, il massiccio movimento migratorio, il degrado del pianeta si accentua, le differenze sempre in crescita tra ricchi e poveri, i conflitti locali con ripercussioni internazionali (Siria, yemen…), il dio denaro con tanto potere… Vediamo molti paesi ripiegarsi su se stessi, protezionisti, e nello stesso tempo con profonda sfiducia degli uni verso gli altri.

L’evoluzione della vita della Chiesa: papa Francesco, guardando questa situazione mondiale ci presenta le sfide per la missione della Chiesa. Nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium chiama tutta la Chiesa a riprendere la dinamica dell’evangelizzazione, centrata su Gesù e ad andare incontro all’uomo, in particolare ai poveri e alle periferie. Nella Laudato si, inoltre ci chiede di di metterci in movimento guardando la figura di S. Francesco di Assisi per mettere in pratica una felice sobrietà e una solidarietà con i più fragili del nostro mondo. Tutti avvertiamo nelle nostre comunità e diocesi una forte resistenza a questo movimento di conversione, a cui ci chiama papa Francesco. Noi sacerdoti in fraternità, discepoli di fratel Carlo, dobbiamo impegnarci in questa realtà mossi dalle intuizioni di Carlo di FOUCAULD: gridare il Vangelo con la vita, essere presenza del Vangelo nel cuore del mondo che non conosce Cristo; vivere la chiamata ad essere fratelli universali e far il possibile perchè le nostre comunità vivano una dinamica di uscita e di dialogo; a vivere la spiritualità di Nazatert, ossia, la povertà, la preghiera e la vicinanza ai poveri. Perciò a non essere una chiesa narcisista che guarda solo a se stessa.

Nella nostra assemblea di Cebu, Filippine, terremo presente questa triplice fedeltà: a Cristo, a fratel Carlo e al papa Francesco. Perciò è necessario che ogni fratello metta il suo contributo con la preghiera assidua chiedendo l’intercessione di fratel Carlo di FOUCAULD, con la comunione fraterna tra noi e con la comunicazione fra le fraternità di tutti i paesi… Per questo abbiamo un mezzo di comunicazione che è la pagina iesuscaritas.org Vi invitiamo ad inviare articoli, riflessioni, notizie…

Grazie per il lavoro nel preparare bene la nostra assemblea mondiale, per il lavoro del Questionario delle Filippine e per collaborare economicamente aiutando i fratelli a pagare il viaggio: coloro che non possono farsi carico di tale spesa.

In questi giorni di lavoro abbiamo condiviso la vita di molte persone, di situazioni umana belle de altre difficili; abbiamo vissuto la preghiera e l’eucarestia pregendo per tutti voi, specialmente per Gianantonio, Italia, operato di umore in questi giorni.

Che la gioia pasquale rinsaldi la nostra fede in Gesù che vive in mezzo a noi nelle persone, nelle situazioni che ci circondano, nei movimenti del mondo a favore dell’uomo e della donna, e di tanti cuori buoni che incontriamo ogni giorno.

Un abraccio grande e fraterno.

Jean-François e Aurelio

Perín, Murcia, Spagna, 23 marzo 2018

(Tante grazie, caro Mario, per la traduzione italiana)

PDF: Lettera di Pasqua di Jean-François e Aurelio, Perín, 23 marzo 2018, it

Lettera da Bangalore, eq inter, 17 gennaio 2018

In primo piano

Carissimi fratelli,
da Bangalore, India, vi mandiamo il nostro saluto fraterno e desideriamo condividere con voi il lavoro realizzato.

E’ la prima riunione senza Félix, la cui memoria celebriamo, ma lui ci ha aiutato dal cielo.

Siamo contenti per aver raggiunto l’obiettivo di questo incontro, nonostante le diverse difficoltà avute. Emmanuel e Honoré non sono potuti essere presenti per non aver ottenuto il visto dell’India. Con loro ci siamo messi in comunicazione spesso. Ma ci hanno accompagnato alcuni giorni Prakash, India, e Philippe, Corea, entrambi membri dell’equipe continentale dell’Asia. Anche Arthur, del Pakistán, responsabile dell’Asia, non è potuto venire perchè non ha avuto il visto.

Tutto il lavoro si è concentrato nel preparare l’assemblea mondiale del prossimo gennaio 2019. Era previsto farla a Bangalore, per questo eravamo qui, ma si è deciso di spostarla nelle Filippine, a causa dei visti di molti fratelli.

I fratelli di Bangalore ci sono stati vicini in ogni momento, all’inizio a Shanti Sadhana, Trust, un centro di spiritualità francescana dei cappuccini, poi a Ashirvad dai gesuiti. Il nostro fratello Alphonse, responsabile dell’India, è stato l’angelo custode dell’equipe internazionale, prendendosi cura sempre di ciascuno di noi: trasporti, necessità, contatti. Grazie, Alphonse, per tutto e grazie ai frateli dell’India.

Nel lavoro quotidiano per preparare l’assemblea abbiamo tenuto conto delle realtà dei continenti, il funzionamento delle fraternità, le assemblee continentali, il Mese di Nazaret, le gioie, i problemi e le sfide di tutti i fratelli del mondo.

Mark ha preparato il bilancio economico della fraternità e un preventivo globale per la prossima assemblea del 2019, che invieremo ai responsabili regionali. Attendiamo da tutte le regioni il vostro aiuto economico per sostenere il viaggio di alcuni fratelli nelle Filippine.

Abbiamo elaborato un programma completo e orari per l’assemblea, giorno per giorno, ora per ora, con la metodologia e le persone incaricate per ogni momento. Non è stato facile, ma lo abbiamo fatto con spirito d’equipe, avendo presente molto chiaramente l’obiettivo dell’assemblea 2019: “Approfondire e attualizzare l’indentità missionaria del presbitero diocesano alla luce della testimonianza di Carlo de FOUCAULD, contemplativo e portatore della Buona Notizia di Gesù”.

Non ci sono state molte risposte al questionario inviato da più di un anno. Molti paesi non hanno risposto; crediamo che sia compito dei responsabili continentali e regionali motivare tutti i fratelli nella fase preparatoria. Per questo a marzo si rilancierà il questionario (Questionario delle Filippine) per lavorarlo nelle Filippine in gruppi continentali: debe essere il frutto di ciò che vive la maggior parte e non solo di alcuni.

Le grandi differenze sociali ed ecclesiali dei diversi continenti ci spingono con più forza a vivere il messaggio di fraternità di Carlo de FOUCAULD come guida del nostro cammino. Le acute sfide di fronte ai nazionalismi presenti all’interno e fuori della Chiesa, la mancanza di dialogo politico e inter-religioso, le minacce di una guerra nucleare, il cammino verso una povertà generalizata in molti paesi a causa della corruzione e delle muinazionali sfruttatrici con il conseguente degrado del pianeta e il dramma dei rifugiati….Tutto ciò non può lasciarci indifferenti. Carlo di FOUCAULD e il nostro papa Francesco ci spingono a prendere posizione seria e profetica in questa umanità ferita e sofferente.

La nostra assemblea nelle Filippine è una tappa in più a favore della pace, e per una chiesa chiamata ad uscire da se stessa ed inviata alla periferie. Da lì vogliamo approfondire l’essenza missionaria del nostro ministero e favorire una cultura di speranza.

A Bangalore abbiamo condiviso, come famiglia di Carlo de FOUCAULD, momenti di incontro con le piccole sorelle di Gesù, con la fraternità secolare, con un fratello di Gesù e un’altro del Vangelo e con la fraternità sacerdotale. Ci siamo sentiti famiglia di uomini e donne con cui condividire un cammino comune.

Abbiamo visitato l’Arcivescovato di Bangalore con Bernard MORAS, che conosce da vicino la realtà e i problemi della diocesi; abbiamo potuto incontrare in alcune parrocchie il clero diocesano. E’ stato importante poter incontrare le fraternità sacerdotali nella parrocchia di Joseph, anteriore responsabile dell’India, nell’eucarestia, nel dialogo e nella cena condivisa.

Come equipe internazionale abbiamo anche vissuto come fraternità la preghiera, l’adorazione e l’eucarestia. Mark ha coordinato questo aspetto. Condividere anche il lavoro di preparacione dell’assemblea de 2019 – che ci ha preso la maggior parte del tempo – è stato un segno di fraternità e di ascolto gli uni degli altri, di appoggio e di aiuto. Il tutto l’abbiamo vissuto con gioia per offrire un servizio a tutti i fratelli.

La contaminazione, l’assordante rumore di Bangalore, con un traffico impressionante di veicoli, i sei milioni di esseri umani di questa città, e il lasciarci condurre da Alphonse, con i suoi mille dettagli e preoccupazioni è stato il nostro nazaret, e ci ha fatto uscire dai nostri schemi comodi e dai confort abituali.

A marzo riceverete il questionario attualizzato per le Fililippinee, e sarà anche pubblicato nella nostra pagina, la lettera di convocazione e la scheda di iscrizione.

In questo anno ci saranno abbastanza comunicazioni ai responsabili affinchè la nostra assemblea nelle Filippina raggiunga l’obiettivo proposto.

Comunichiamo con gioia che la nuova fraternità di Haití è stata accolta come fraternità sacerdotale dopo due anni di prova. Benvenuti Jonas e fratelli Haitiani. Siamio anche in contatto con sacerdoti del Venezuela con la possibilità di formare anche lì una fraternità.

Con molta speranza e gioia l’equipe internazionale si propone di fare qualsiasi sforzo in questo anno di preparazione all’assemblea mondiale affinchè tutti la prendano a cuore per il bene delle persone, della fraternità, della chiesa e della gente con cui viviamo. E’ nostra missione incontrare e annunciare Gesù sullo stile di nazaret, come contemplativi e missionari.

Grazie di nuovo ai fratelli dell’India, grazie ai fratelli filippini per aver accettato di poter celebrare la nostra prossima assemblea mondiale nella loro terra.

Fin d’ora tutti i fratelli dobbiamo impegnarci in questo lavoro. I fratelli più avanti in età e quelli ammalati con la loro preghiera; gli altri con l’azione e con i loro contributi. Grazie. Tutti impariamo da tutti e nessuno è maestro di nessuno. Abbiamo un solo Maestro, Gesù.

Un grande abraccio da

Mark, Mauricio, Aurelio y Jean-François

Bangalore, India, 17 gennaio 2018

 

 

PDF: Lettera da Bangalore, eq inter, 17 gennaio 2018, it

(Grazie, caro Mario, per la traduzione italiana)

Lettera d’Avvento 2017, fratello responsabile

In primo piano

Carissimi fratelli,

l’Avvento ci avvicina in queste prossime 4 domeniche a Gesù piccolo e fragile. E’ Gesù che nasce nella speranza di molta gente per un mondo migliore, più umano, in cui gli uomini e le donne possano godere dei propri diritti. Un mondo bisognoso di dialogo e di uguaglianza. Francesco ci incoraggia con i suoi messaggi ad uscire dalle strutture oppressive sia dentro che fuori della Chiesa e ad aprirci al messaggio di Gesù fatto uomo nelle diverse forme culturali e sociali.

Fratel Carlo, che celebraremo il 1 de diciembre, da 101 anni della sua Pasqua, è il nostro sicuro riferimento per aprirci, partendo da Nazaret, al mondo, che ha davanti a sè un amplissimo elenco di ingiustizie per mantenere gli interessi dei potenti. Le mafie del narcotraffico, degli esseri umani, la minaccia nucleare, i fondamentalismi politici, le cause del cambiamento climatico, il terrorismo…. e tantissime false decorazioni Natalizie che ci fanno vergognare, ma che continuano a esitere nella vita quotidiana. Quando con l’informazione viene manipolata la coscienza; quando si cerca a ogni costo di guadagnare denaro e potere sulla pelle della gente ingannando popoli interi… Credo che tutti dobbiamo dire no a tutto ciò; la nostra missione sta nell’aiutare gli altri a essere coerenti con la fede e il Vangelo. La nostra preghiera, la pastorale e la missione, che sgorga dall’amore a Dio e al prossimo, come ci stimola Fratel Carlo, siano nella linea di lavoro per il regno in questo Avvento, in cui i poveri ci insegnano a condividere ciò che è piccolo e insignificante.

Abbiamo sofferto per la perdita di Félix, nostro fratello del Madagascar, e di Howie, degli Sati Uniti – di cui abbiamo riferito nella nostra pagina iesuscaritas.org – e di Dominic, di Myanmar. Anche altri fratelli hanno celebrato la loro pasqua. Tutti loro, fedeli al vangelo e alla fraternità, ci hanno insegnato che vale la pena seguire Gesù.

A seguito della morte di Félix, membro dell’equipe internazionale e responsabile africano è stato scelto Honoré SAWADOGO, di Burkina Faso, nello stesso posto di responsabilità. Lo accolgieremo nel prossimo incontro a Bangalore, India, gennaio 2018, preparando l’Asamblea Generale di gennaio 2019. Honoré, Jean-François, Mark, Emmanuel, Mauricio ed io lavoreremo con l’intenzione di poter realizzare un’assemblea in cui siano rappresentati tutti i fratelli del mondo, le loro preoccupazioni, le realtà delle varie fraternità, gli inviti a essere fedeli alla nostra opzione seguendo il cammino di Gesù come missionari e preti diocesani, nel carsisma di fratel Carlo. Sto aspettando ancora le risposte del questionario da parte di alcuni paesi. Il questionario è nella nostra pagina de Internet. Grazie. Ciò faciliterebbe il nostro lavoro a Bangalore.

In aprile ho condiviso con tanta gioia l’incontro dei responsabili e delegati della Famiglia Spirituale di Carlo di FOUCAULD ad Aquisgrana, Germania. Abbiamo condiviso la realtà di essere fratelli e sorelle segnati da uno stile di chiesa, in comunione con Francesco: con le nostre povertà di essere imperfetti, ma aperti al cambiamento personale e comunitario di fronte alle sfide delle nostre società, dei problemi umani, ma con la gioia di sapere che non siamo soli in questa missione. Ci sentiamo e siamo famiglia, e la nostra fraternità sacerdotale condivide in molti luoghi del mondo la vita e la vicinanza di altre fraternità che vivono el carisma di fratel Carlo.

La fraternità Argentina a giugno ha fatto il proprio ritiro spirituale anuale. Ho avuto il piacere di parteciparvi e condividere con abbastanza fratelli la loro pastorale, la loro vita e l’impegno con il popolo e con le proprie comunità. Ho solo parole di ringraziamento per tutto ciò che il Signore realizza con questi fratelli e per l’accoglienza e la fraternità di cui sono stato fatto oggetto. José María BALIÑA, vescovo ausiliare di Buenos Aires, ci ha aiutato ad approfondire con La Parola di Dio la nostra vita e missione. (Vedere lettera di Aurelio alla fraternità Argentina, nella nostra pagina, archivio agosto 2017)

Anche le fraternità degli Stati Uniti hanno fatto la loro assemblea in luglio a Camarillo, California. Il nostro fratello Fernando TAPIA, responsabile panamericano, ha animato l’incontro. Jerry RAGAN, nostro carissimo “Hap”, è stato rieletto responsabile nazionale.(Lettera di Camarillo, agosto 2017, nella nostra pagina). Ci riempie di gioia vedere la vicinanza di tante fraternità di tutta l’America in particolare nella preparazione della II Assemblea Panamericana, febbraio 2018, nella Repubblica Dominicana, con la coordinazione di Fernando e dei fratelli dei Caraibi. La nuova fraternità di Haití sarà presente. Benvenuti, Jonas e fratelli Haitiani.

I fratelli del Messico hanno fatto il Mese di Nazaret per la prima volta a luglio e agosto, animati da Fernando, vicino a Puebla. L’esperienza è stata un seme di autentica fraternità in questo paese dove la fraternità cresce e s’arricchisce con fratelli sacerdoti molto impegnati socialmente e pastoralmente con il proprio popolo. Apprezziamo molto il lavoro di Nacho, anteriore responsabile, la sua dedizione instancabile alla fraternità e attualmente il servizio di José RENTERÍA. Grazie per essere come siete. Potete vedere un amplio pdf con il resoconto del Mese di Nazaret anche nella nostra pagina.

A luglio è stata fatta la nostra assemblea europea della fraternità a Rudy, Polonia. Nella lettera di Rudy c’è un ampio riassunto dei contributi delle fraternità d’Europa, il risultato del nostro tlavoro coordinato da John Mc`EVOY, Irlanda, responsabile europeo, e dai fratelli polacchi, specialmente da Andrzej e Rafael. Hanno fatto del tutto per accoglierci nel migliore dei modi, per darci tanto affetto e offrirci nel fine settimana la loro ospitalità e il contatto con la gente nelle parrocchie. E’ stato eletto Kuno KHON, della germania, nuovo responsabile della fraternità Europea, fino alla prossima assamblea in Inghilterra, nel 2020. Sono emersi molti interrogativi e inviti di fronte a una Chiesa sempre più vecchia e una società sempre più desacralizzata e laicista, e con una demografia in cambiamento e condizionata dal gran numero di immigrati e rifugiati. Costoro non debbono rimanere al margine della nostra missione.

Il fratello Jean-Michel BORTHEIRIE ha animato il ritiro della fraternità del Ciad, a Bakara, nel mese di agosto, e con gioia mi ha comunicato questa esperienza africana di fraternità. E’ un buon conoscitore della realtà africana per il suo lavoro missionario nel continente. La fraternità del Ciad cresce e Corentin pone tutto il suo impegno nel coordinare gli incontri come responsabile. Ci sono grandi difficoltà a causa delle distanze, come capita in molti paesi dove i fratelli sono obbligati a fare viaggi lunghissimi per incontrarsi. Grazie perchè questo grande impegno rende possibile la fraternità.

La fraternità spagnola ha avuto il ritiro estivo nell’ultima settimana di agosto, a Galapagar, Madrid, con i contributi del fratello Mateo CLARES in relazione alla spiritualità e missione di Carlo di FOUCAULD. L’adorazione, la revisione di vita, il deserto e un pomeriggio assembleare, coordinati dal fratello responsabile Leonardo, hanno ritemprato il nostro spirito e ci hanno aiutato a verificare le nostre vite.

I fratelli cileni hanno fatto il ritiro e l’assemblea in questi giorni, animati da Matías VALENZUELA, missionario dei Sacri Cuori, specialista sui temi di Carlo di FOUCAULD. Che gioia tornare a vedere il nostro Mariano PUGA in questa foto di famiglia! Lui e altri fratelli “storici” che per la loro età e esperienza ci danno una testimonianza viva della sequela di Gesù e di pastori e missionari. Ccon la loro vita manifestano che Dio li ama e che essi danno tutto per LUI.

La scorsa settimana si è tenuta in Pakistan la Settimana di Spiritualità asiatica, focalizzada nel messaggio di Carlo di FOUCAULD. Vi hanno partecipato quasi tutte le fraternità asiatiche, coordinata da Arthur, responsabile Asiatico, e Emmanuel, dell’equipe internazionale. Appena possibile ne darò un resoconto nella nostra pagina della fraternità.

Oggi vado in Italia per partecipare al ritiro e all’assemblea dei fratelli italiani a Loreto. Secondo MARTIN termina il suo mandato di responsabile e bisogna eleggere un nuovo fratello. Avremo sempre presente nel nostro cuore Giuseppe COLAVERO, il grande lottatore per la fraternità e per i più abbandonati. Anche Giovanni, vecchio fratello amato da tutti.

Nella preghiera ricordiamo i nostri fratelli ammalati. Penso specialmente a Aquileo, México, sarà operato a seguito di un incidente; a Gianantonio, Italia; alcuni fratelli spagnoli più vicini con una salute molto precaria. Essi sono la presenza di Gesù: Lui è stato sempre presente a fianco dei sofferenti. La nostra preghiera anche per i fratelli che vivono nei paesi con instabilità politica, con problemi di sicurezza, con terrorismo e mafie, ecc. Insieme a loro e per i loro popoli chiediamo che Gesù nasca ngli esseri umani che non hanno le nostre stesse opportunità di vita. E’ questo uno dei propositi, come fraternità, che possiamo fare in questo Avvento.

Scusate questa lunga lettera d’Avvento, che sembra più un album familiare e notiziario. Lo faccio con affetto, perchè possiamo conoscere i volti dei fratelli nel mondo, le loro gioie e le loro preoccupazioni.

Buon Avvento a tutti con la speranza che il lavoro quì e là, nella missione, nei quartieri, negli ospedali, nelle carceri, nelle parrocchie, nel lavoro manuale, nella vita degli esclusi, sia tutto a gloria di Dio e per la edificazione di un modo di fratelli.

Un gran abraccio.

Aurelio SANZ BAEZA, fratello responsabile

Perín, Cartagena, Murcia, Spagna, 19 novembre 2017,
Giornata Mondiale dei Poveri, promossa da papa Francesco

(Tante grazie, caro Mario per la traduzione italiana)

PDF: Lettera d’Avvento 2017, fratello responsabile, it

La seconda chiamata. René VOILLAUME

Vi ho spedito una mia lettera da San Gildas del 17 marzo scorso, su ciò che potrei chiamare «la seconda chiamata di Gesù», quella chiamata che ci fa ripartire verso di lui nella piena maturità della nostra vita umana e spirituale. È solo a partire da questo momento che apparteniamo realmente e totalmente a Dio. Ma non mi pare di avervi detto tutto.

Sono spesso preoccupato della duplice continua esigenza della nostra vita: distaccarci da tutto e, tuttavia, donarci agli uomini. Poiché è proprio così, né vi è modo di evitare questi aspetti contradittori della nostra consacrazione religiosa. Sì, dobbiamo distaccarci da tutto, non tenere a nulla, assolutamente a nulla, come se stessimo per entrare nel noviziato di una Certosa! È il “niente” di san Giovanni della Croce che Padre de Foucauld ha commentato con tanta forza per se stesso nel capitolo della sua regola intitolato distacco da tutto ciò che non è Dio: sì, tutto ciò che non è Dio… dunque gli affari umani e gli uomini stessi. Distaccarci dai nostri fratelli? Come è possibile!

Conosco molti cristiani che si indignerebbero nel sentirmi parlare così. E tuttavia è vero. Essere distaccati da tutto ciò che ci può essere di soddisfazione egoista nelle relazioni umane, nell’amore umano, nella stessa amicizia, non significa non amare gli uomini con il cuore di Dio, ma indica che amarli in questo modo non è così facile come sembra e che, forse, bisogna passare prima per una purificazione che, in certo modo, ci separa da loro. Non bisognerebbe forse vivere degli anni nel deserto per divenire capaci di essere un vero Piccolo Fratello? Sì,… forse. Si dirà che Padre de Foucauld l’ha fatto e questo è profondamente vero. In ogni caso dobbiamo inoltrarci su questa via del distacco da tutto ciò che non è Dio, perché se minimizziamo quest’esigenza, non potremo divenire dei veri Piccoli Fratelli di Gesù.

Penso tuttavia a questa esigenza di presenza in mezzo agli uomini, a questa accettazione di essere responsabili degli uomini davanti al Cristo, a questo condividere delle condizioni di vita che ci rituffano sino al collo negli affanni e nelle preoccupazioni più materializzanti della vita quotidiana dei laici. Questa è anche la nostra strada ed io credo precisamente che noi, poveri Piccoli Fratelli, nella nostra debolezza impareremo a mantenerci fedeli attraverso questa dipendenza da un dono affettivo agli uomini. È in questa presenza ed attraverso le sue esigenze che dovrà realizzarsi questa spogliazione. Abbiamo certo bisogno del deserto, ma non per sempre. Noi non siamo monaci né eremiti anche se dobbiamo possedere la loro stessa disposizione essenziale di distacco radicale da tutto il creato. Non siamo degli eremiti ed io penso, anzi, che non potremo raggiungere la generosità totale e conservarla, soprattutto nel periodo della seconda chiamata di Gesù, se non avremo donato la nostra vita a degli uomini per salvarli. Sì, noi siamo votati a prendere sulle nostre spalle il fardello di altri uomini, con tutto quello che ciò rappresenta in certe ore di peso e di fatica […]

La prima chiamata di Gesù ci ha separati dalle cose possedute, da un mestiere, da un avvenire umano, dalla famiglia, dalla casa, in una parola dal mondo, come Gesù ha improvvisamente strappati Pietro, Giacomo e Giovanni al loro battello, agli strumenti da pesca, ai loro compagni ed alla loro famiglia, come ha strappato Matteo al suo banco ed ai suoi amici nell’ultimo festino. Poi vi è stata la novità esaltante della prima scoperta di Gesù, un sincero desiderio di amarlo, nato da un moto di simpatia spontanea per Lui, una formazione progressiva attraverso il suo insegnamento, l’esperienza di un regno di Dio diverso da quello ch’essi avevano immaginato, ed infine la prova della Passione con le sue conseguenze: lo scoraggiamento, la paura, la fuga davanti alla croce nuda ed insanguinata e forse, anche, come per Pietro, la triplice caduta…

Allora risuonò la seconda chiamata di Gesù in piedi sulle rive del lago mentre i discepoli erano quasi ripresi dal gusto delle attività di prima. Questa chiamata viene da un Cristo che non appartiene già più completamente alla terra e che, questa volta, non strapperà gli apostoli soltanto alle cose ed alle attività, ma a loro stessi donandoli agli uomini in nome dell’amore ed affinché possano fornire la prova: come i pesci costringono il pescatore alla schiavitù del lavoro di giorno e di notte: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu? Pasci le mie pecore» (Gv 221,1-19). Lo stesso avviene per ognuno di noi.

René VOILLAUME

La seconda chiamata, 24 marzo 1957, in: Sulle strade del mondo.

PDF: La seconda chiamata. René VOILLAUME

WEND BE NE DO, Burkina Faso: un progetto nel carisma di Carlo de FOUCAULD

Resoconto del progetto realizzato dai cooperanti Concetta MARTOS GARCÍA, Carlo LLANO FERNÁNDEZ e Aurelio SANZ BAEZA durante la permanenza a WEND BE NE DO (WBND) in Burkina Faso, dal 29 gennaio all’8 febbraio 2018.

Essere nuovamente a WBND è un privilegio per la nostra vita. Abbiamo condiviso una realtà di cui ci occupiamo tutto l’anno a distanza, ma ora sul posto ci rafforza e ci rinnova nell’impegno. L’importante è creare relazioni con le persone, piccole e grandi, ascoltarle ed essere ascoltati.

PDF: resoconto-wbnd-gennaio-febbraio-2018-it