Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, maggio 2026

Carissimi,

dal 29 aprile al 2 maggio si è svolta l’Assemblea annuale della Famiglia Charles de Foucauld in Italia. È un appuntamento al quale i rappresentanti delle comunità religiose e associazioni che si ritrovano nella spiritualità foucauldiana, sono chiamati a partecipare per uno scambio fraterno e per rinsaldare quel legame che li unisce, rappresentato in particolare dalla persona di san Charles de Foucauld.

L’immagine della Famiglia è quello di una pianta con molte foglie, una per ogni realtà rappresentata, che rende bene l’idea espressa dal nostro san Charles in una lettera del dicembre 1904 a Suzanne Perret: “Se il chicco di grano caduto a terra non muore rimane solo, se muore, porta molto frutto… Io non sono morto, così sono solo… Pregate per la mia conversione, perché morendo porti frutti”.

La Famiglia è davvero una realtà variopinta e fantasiosa che comprende tante espressioni. È fantastico pensare a quanti hanno attinto dalla testimonianza di san Charles, magari anche senza che gli uni sapessero degli altri. Frutti insperati e davvero molteplici.


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, SPECIALE fratel Gian Carlos SIBILIA

Carissimi,
nella notte tra la domenica laetare, 15 marzo, e lunedì 16, carico dei suoi 91 anni compiuti, fratel Gian Carlo Sibilia, in modo silenzioso, ma anche un po’ improvviso, direi in punta di piedi… ha lasciato questo mondo per trovarsi finalmente faccia a faccia con quel Gesù che amava chiamare – come faceva san Charles de Foucauld – il suo beneamato fratello e Signore.

Nato a Tripoli, in una Libia allora colonia italiana, il 27 novembre 1934 (memoria mariana della Medaglia Miracolosa che tanto amava), romano di adozione, laureatosi giovanissimo in Economia intraprende un lavoro nel mondo imprenditoriale. Grato soprattutto a sua madre Carmela per il dono della fede, vive una bellissima esperienza giovanile in Azione Cattolica entrando a far parte dei quadri dirigenti della stessa. È in questo ambiente che matura la sua ricerca vocazionale che si orienta alla vita religiosa dei piccoli fratelli di Charles de Foucauld. Approda a Spello il 15 agosto 1965 (dopo un grave incidente stradale che lo ha costretto ad una lunghissima convalescenza ospedaliera) e da quel momento la sua vita si intreccia con quella di fratel Carlo Carretto in una bellissima amicizia e nella condivisione della sua ricerca.


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, marzo 2026

Carissimi, quand’ero giovane, la Pace mi sembrava solo questione di tempo!

Ero e sono un sognatore! Ricordo l’introduzione di un libro dedicato agli scout più grandi, che parlava di due genitori che cercavano un modo per far crescere i loro due figli, che erano uno troppo ottimista e uno troppo pessimista. Così a Natale decidono di regalare un bellissimo “Meccano” (un gioco con tanti pezzi metallici da assemblare) al pessimista e una bella cacca di cavallo all’ottimista. Risultato? Il pessimista scarta il Meccano e dice: «Fantastico, però mannaggia, bisogna stare sempre attenti a non perdere nessun pezzo altrimenti non si riesce a costruire nulla! Sarà complicatissimo giocarci…» L’ottimista scarta la cacca e tutto contento dice: «Che grandi genitori che ho, mi hanno regalato un cavallo e per dirmi che sta arrivando mi hanno incartato la sua cacca!»


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, febbraio 2026

Forse senza le quattro ruote è più facile.
È più facile divertirsi
È più facile muoversi
È più facile
È anche più facile conquistare i ragazzi.
Ma io credo che le quattro ruote
servano a conoscere tutta quanta la vita
e saperla affrontare e vincere.
(Alice Sturiale a 11 anni)

Carissimi,
con questa poesia scritta da Alice, una bimba meravigliosa costretta sulla carrozzina da una malattia e andata in Paradiso a 12 anni, abbiamo iniziato ieri la tavola rotonda in occasione della XXXIV giornata mondiale del malato.

“Saper affrontare la vita e vincere”, è vivere bene! Alice insegna.


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Wend Benedo, Burkina Faso, un progetto sul modelo de San Carlo de Foucauld

RELAZIONE DELLA VISITA DI FOLLOW-UP DEL PROGETTO WEND BENEDO, BURKINA FASO, DICEMBRE 2025
FUNDACIÓN TIENDA ASILO DE SAN PEDRO, SPAGNA

A casa

Il 26 dicembre, noi, gli operatori umanitari Nacho ARSUAGA, Carlos LLANO e Aurelio SANZ, siamo arrivati ​​a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Eravamo felicissimi di essere tornati sul suolo burkinabé e accolti da Suzanne e dal suo team. Eravamo lì per vivere in prima persona lo sviluppo del progetto Wend Benedo, condividendo con la popolazione la difficile realtà di un Paese ancora tormentato dall’ombra dell’insicurezza dovuta al terrorismo. In questo contesto, ci siamo sentiti completamente liberi e al sicuro, senza alcun timore.

Per precauzione, e su consiglio dei nostri amici, non abbiamo potuto visitare l’area del progetto (Kongoussi, Bam, Kaya, ecc.), ma abbiamo avuto diverse opportunità di incontrare la popolazione, come racconteremo ora.

Una testimonianza di qualcosa di piccolo, ma di grande valore

Nel pomeriggio del 26, abbiamo fatto visita alle Piccole Sorelle di Gesù. Le avevamo già incontrate in altre occasioni. Vivono la spiritualità di San Carlo de Foucauld tra la gente comune, attraverso il loro lavoro manuale e aiutando le prostitute che desiderano normalizzare la loro vita, il tutto nel contesto di una parrocchia. Imparare dai poveri continua ad aprirci nuove porte in Burkina Faso. Abbiamo colto l’occasione per acquistare da loro del sapone fatto a mano.

Team, risultati e sfide del progetto

Il 27, abbiamo dedicato la mattinata a lavorare con il team di Wend Benedo, parte del team di Bam e il consiglio di amministrazione di Ouagadougou. Abbiamo incontrato Suzanne, Yvette, Nestor, Edmond Norbert, Guillaume, Pascal e Wendnyolsdé. Ci siamo riuniti in una delle stanze del Centro di Accoglienza Lorette ND. Sono state presentate le realtà del progetto, tra cui i servizi medici e sanitari, il supporto psicosociale, l’accompagnamento dei nuovi utenti, l’assistenza nei villaggi, la scolarizzazione di bambini e adolescenti e il loro progresso accademico (che include il pagamento di scuole, centri di formazione e collegi, oltre alla fornitura del materiale necessario), il supporto nutrizionale e l’importante impegno per assistere migliaia di rifugiati sfollati a causa del terrorismo.

Tra questi rifugiati ci sono 52 bambini orfani, nutriti con latte artificiale, adottati da madri volontarie del progetto, tutte con più figli. Siamo lieti di sottolineare che nel 2025 NON È MORTO UN SOLO NEONATO. Gli sforzi della Fondazione per trovare risorse per lo sviluppo di questi bambini sono più che ricompensati quando vediamo le famiglie aumentare il numero di figli senza considerare il proprio benessere e la propria sicurezza. Confidiamo che il progetto continuerà a fornire loro i mezzi per la loro futura istruzione. È senza dubbio un serio campanello d’allarme per i nostri stili di vita occidentali sotto molti aspetti…

Il team sta lavorando per stabilire accordi con Save the Children e UNICEF per fornire assistenza ai bambini della popolazione sfollata. Inoltre, prosegue il rapporto con Chrétiens pour le Sahel per il supporto educativo.

Nonostante l’insicurezza, il progetto Wend Benedo prosegue il suo lavoro e le sue attività, affrontando nuove sfide, come il futuro dei due appezzamenti di terreno a Kongoussi e Sabce per la costruzione di centri di formazione professionale.

È importante sottolineare l’atteggiamento positivo e lo spirito di “Essere con” che caratterizza tutte le linee guida di Wend Benedo, ispirate alle intuizioni di San Carlo di FOUCAULD, e la sua apertura a tutti, indipendentemente dalla religione.

Cena di famiglia

Il pomeriggio e la sera del 27 abbiamo avuto un attesissimo incontro con i ragazzi che conosciamo da anni a Wend Benedo, fin da quando erano molto giovani, e che ora hanno vent’anni. Li abbiamo invitati a cena e abbiamo trascorso del tempo a ricordare, guardando foto, parlando delle loro vite, del lavoro autonomo per cui sono stati formati nell’ambito del progetto, delle loro gioie e speranze. Ora stanno mettendo su famiglia. Questo incontro ci ha riempito di un sano senso di soddisfazione, vedendo i loro successi. Carlos è in contatto quasi quotidianamente con loro e con altri ragazzi che continuano i loro studi attraverso i social media. Funge da mentore e motivatore anche a distanza.

La nostra gente da Bam e Kongoussi

Domenica 28, al Centro Les Lauriets, vicino alla Cattedrale di Ouagadougou, abbiamo trascorso una giornata indimenticabile con le persone giunte da Bam e Kongoussi, a 140 km di distanza, a bordo di un autobus sgangherato. Cantando, presentandoci, condividendo le nostre vite, celebrando l’Eucaristia, mangiando insieme, mostrando interesse reciproco… Wend Benedo incarna il senso di appartenenza a un vasto gruppo di persone che stanno facendo progressi, raggiungendo salute e dignità, aiutando gli altri a trovare un senso alla propria vita e incoraggiandosi a vicenda a non lasciarsi sopraffare dalla paura. Abbiamo parlato principalmente delle nostre speranze, individuali, familiari e come Paese. Lo scambio è stato molto vivace e realistico.

Marc, il bambino che abbiamo incontrato a Wend Benedo, è venuto in moto da Ouahigouya (180 km a nord di Ouagadougou) per stare con noi. Oggi è sacerdote ed è alto quasi due metri. Ha presieduto l’Eucaristia e ci ha parlato con il cuore. Era un giorno che tutti aspettavamo, e ci siamo sentiti come in famiglia, in un paese dove tutto ti fa sentire come in famiglia, e al centro di un progetto in cui il legame umano e l’importanza di “stare con” sono fondamentali.

Ci siamo salutati sapendo che ci incontreremo di nuovo nel 2026, con nuove realtà e nuovi sogni. Sappiamo che Suzanne e il team non ci deluderanno.

Yagma

Nel pomeriggio del 28 abbiamo fatto visita al Cardinale Philippe OUÉDRAOGO, nostro amico e fondatore del Wend Benedo, a Yagma, a ovest di Ouagadougou. È una gioia incontrarlo ogni anno, per parlare di tutto, dal Burkina Faso agli eventi mondiali, fino ai ricordi degli inizi del progetto, ai giorni trascorsi lavorando al monastero di Honda, sotto il grande albero di karité, nel settembre 2004… Il suo stile saggio e umile continua a ispirarci ad ascoltare.

La mattina del 29 abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno, già sognando di tornare.

Relatori: Carlos LLANO, economista, Madrid, coordinatore di Childhood Smile; José Ignacio ARSUAGA, avvocato, Madrid, responsabile degli Amici del Burkina; Aurelio SANZ, sacerdote, Cartagena, vicepresidente della Fundación Tienda Asilo de San Pedro e coordinatore di Wend Benedo in Occidente.


PDF: Wend Benedo, Burkina Faso, un progetto sul modelo de San Carlo de Foucauld it

Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, gennaio 2026

Carissimi,

eccoci al primo numero del 2026. Troverete, all’interno, una bella riflessione del Vescovo Daniele Gianotti sulla chiusura del Giubileo. Speriamo sia d’aiuto per iniziare quest’anno custoditi dalla fede nel Signore Gesù, aiutati dall’anno così straordinario che abbiamo vissuto!

Vorrei condividere con voi un bel tesoro (anche qui con la speranza che ci aiuti a vivere meglio il nostro tempo) che mi è stato fatto scoprire da sorella Antonella delle Discepole del
Vangelo. Si tratta di una lettera pastorale scritta proprio lo scorso anno dal Vescovo di Verona, Domenico Pompili. Si intitola “Sul limite”. Credo proprio possa aiutarci a vivere il nostro oggi, scrollandoci di dosso quell’angoscia e quella tristezza che ci circondano, ci invadono.


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