Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, giugno 2026

Carissimi,
questo numero di Jesus Q è caratterizzato dal centenario dell’Eremo di Campello! Di seguito ecco l’omelia della celebrazione Eucaristica del 13
giugno scorso.

«Grazie alle Sorelle che ci hanno invitato a gioire con loro per questi 100 anni di presenza all’Eremo. È vero che non puoi pensare all’Eremo senza le sorelle, ma anche alle Sorelle senza l’Eremo. Ogni angolo dell’Eremo ha un posto nella loro vita e nella loro preghiera. Nell’Addio di sorella Maria, l’eremo in ogni suo spazio è ricordato e legato alla sua vita e all’incontro con Dio: “Addio rocca di fortezza e di pace, ove è nascosto il fuoco sacro”. Arriva addirittura a salutare la cella dove trascorse gli ultimi 20 anni di vita: “Addio Santa Fina di cui non sono degna”.


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, maggio 2026

Carissimi,

dal 29 aprile al 2 maggio si è svolta l’Assemblea annuale della Famiglia Charles de Foucauld in Italia. È un appuntamento al quale i rappresentanti delle comunità religiose e associazioni che si ritrovano nella spiritualità foucauldiana, sono chiamati a partecipare per uno scambio fraterno e per rinsaldare quel legame che li unisce, rappresentato in particolare dalla persona di san Charles de Foucauld.

L’immagine della Famiglia è quello di una pianta con molte foglie, una per ogni realtà rappresentata, che rende bene l’idea espressa dal nostro san Charles in una lettera del dicembre 1904 a Suzanne Perret: “Se il chicco di grano caduto a terra non muore rimane solo, se muore, porta molto frutto… Io non sono morto, così sono solo… Pregate per la mia conversione, perché morendo porti frutti”.

La Famiglia è davvero una realtà variopinta e fantasiosa che comprende tante espressioni. È fantastico pensare a quanti hanno attinto dalla testimonianza di san Charles, magari anche senza che gli uni sapessero degli altri. Frutti insperati e davvero molteplici.


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, SPECIALE fratel Gian Carlos SIBILIA

Carissimi,
nella notte tra la domenica laetare, 15 marzo, e lunedì 16, carico dei suoi 91 anni compiuti, fratel Gian Carlo Sibilia, in modo silenzioso, ma anche un po’ improvviso, direi in punta di piedi… ha lasciato questo mondo per trovarsi finalmente faccia a faccia con quel Gesù che amava chiamare – come faceva san Charles de Foucauld – il suo beneamato fratello e Signore.

Nato a Tripoli, in una Libia allora colonia italiana, il 27 novembre 1934 (memoria mariana della Medaglia Miracolosa che tanto amava), romano di adozione, laureatosi giovanissimo in Economia intraprende un lavoro nel mondo imprenditoriale. Grato soprattutto a sua madre Carmela per il dono della fede, vive una bellissima esperienza giovanile in Azione Cattolica entrando a far parte dei quadri dirigenti della stessa. È in questo ambiente che matura la sua ricerca vocazionale che si orienta alla vita religiosa dei piccoli fratelli di Charles de Foucauld. Approda a Spello il 15 agosto 1965 (dopo un grave incidente stradale che lo ha costretto ad una lunghissima convalescenza ospedaliera) e da quel momento la sua vita si intreccia con quella di fratel Carlo Carretto in una bellissima amicizia e nella condivisione della sua ricerca.


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, marzo 2026

Carissimi, quand’ero giovane, la Pace mi sembrava solo questione di tempo!

Ero e sono un sognatore! Ricordo l’introduzione di un libro dedicato agli scout più grandi, che parlava di due genitori che cercavano un modo per far crescere i loro due figli, che erano uno troppo ottimista e uno troppo pessimista. Così a Natale decidono di regalare un bellissimo “Meccano” (un gioco con tanti pezzi metallici da assemblare) al pessimista e una bella cacca di cavallo all’ottimista. Risultato? Il pessimista scarta il Meccano e dice: «Fantastico, però mannaggia, bisogna stare sempre attenti a non perdere nessun pezzo altrimenti non si riesce a costruire nulla! Sarà complicatissimo giocarci…» L’ottimista scarta la cacca e tutto contento dice: «Che grandi genitori che ho, mi hanno regalato un cavallo e per dirmi che sta arrivando mi hanno incartato la sua cacca!»


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, febbraio 2026

Forse senza le quattro ruote è più facile.
È più facile divertirsi
È più facile muoversi
È più facile
È anche più facile conquistare i ragazzi.
Ma io credo che le quattro ruote
servano a conoscere tutta quanta la vita
e saperla affrontare e vincere.
(Alice Sturiale a 11 anni)

Carissimi,
con questa poesia scritta da Alice, una bimba meravigliosa costretta sulla carrozzina da una malattia e andata in Paradiso a 12 anni, abbiamo iniziato ieri la tavola rotonda in occasione della XXXIV giornata mondiale del malato.

“Saper affrontare la vita e vincere”, è vivere bene! Alice insegna.


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