Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, giugno 2026

Carissimi,
questo numero di Jesus Q è caratterizzato dal centenario dell’Eremo di Campello! Di seguito ecco l’omelia della celebrazione Eucaristica del 13
giugno scorso.

«Grazie alle Sorelle che ci hanno invitato a gioire con loro per questi 100 anni di presenza all’Eremo. È vero che non puoi pensare all’Eremo senza le sorelle, ma anche alle Sorelle senza l’Eremo. Ogni angolo dell’Eremo ha un posto nella loro vita e nella loro preghiera. Nell’Addio di sorella Maria, l’eremo in ogni suo spazio è ricordato e legato alla sua vita e all’incontro con Dio: “Addio rocca di fortezza e di pace, ove è nascosto il fuoco sacro”. Arriva addirittura a salutare la cella dove trascorse gli ultimi 20 anni di vita: “Addio Santa Fina di cui non sono degna”.


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Lettera di Pentecoste 2026

Cari Fratelli della Fraternita Sacerdotale Iesus Caritas,

Camminiamo con il nostro Beneamato nella sua Pasqua, dove abbiamo visto, ascoltato e sentito il trionfo dell’amore. Camminando con Lui, eravamo certi che la Pasqua non fosse un evento isolato , ma una vita donata.

La Pasqua ci richiede di allontanarci dalle distrazioni per contemplare il Risorto. Ma il deserto cessa di essere geografico e diventa uno spazio di ascolto e rinnovamento spirituale. Mentre ci prepariamo a ricevere lo Spirito Santo a Pentecoste, continuiamo a camminare nel deserto in silenzio interiore, ma in mezzo all’iperconnessione e all’ansia della vita moderna, e non possiamo non vedere tutto intorno a noi il dolore e la morte di tanti innocenti, in molte parti del mondo, vittime dell’avidità, dell’indifferenza globale, e la malvagità umana. Nei loro messaggi, sia Papa Francesco che Papa Leone XIV condannarono fermamente questi conflitti armati, dando il nome chiaro e preciso di “sconfitta per tutta l’umanità”. È lì che il fuoco dello Spirito ci spinge a lasciare le porte chiuse della paura e ad abitare le periferie esistenziali, forgiando la fraternità dove c’è divisione.

Lo Spirito che è sceso sugli apostoli riuniti è lo stesso che oggi, con la stessa intensità, soffia su ciascuno di noi, guarendo le nostre aridità, riscaldando i nostri cuori freddi e raddrizzando ciò che è diventato rigido nel nostro ministero.

Alla Pentecoste, non riceviamo solo un dono, ma anche la capacità di capire che pregare è amare, e che amare significa donare se stessi, dedicare la vita a generare nuova vita dove essa sta piccola o diminuita. Siamo docili e lasciamoci muovere dal vento impetuoso dello Spirito Santo, che non conosce barriere e ci invita a essere, come il nostro fratello maggiore Charles de Foucauld, “fratelli universali” nel cuore del mondo.

La mistica di Nazareth ci invita a mettere a tacere il rumore digitale e ideologico del nostro tempo, e a vivere la Resurrezione attraverso l’abbandono fiducioso, la fedeltà nell’adorazione eucaristica e la carità fraterna. Non servono grandi cose; il vento impetuoso dello Spirito Santo opera in noi nel silenzio e nell’anonimato di Nazareth. Possa ardere in tutti noi la mediocrità, tutto l’orgoglio e tutta la paura, lasciando un solo desiderio: vivere il Vangelo nella piccolezza, nella bontà e nel silenzio. E ci permettono di amare così tanto che vedendoci, la gente può dire: “Se il suo servitore è così, come può essere il Maestro?”

Fratelli, permettiamoci di essere sorpresi dallo Spirito Santo di Dio. La grazia dell’incontro mensile nella fraternità locale, con la gioia dell’incontro tra fratelli e sorelle che rivedono le loro vite e celebrano insieme l’Eucaristia e l’adorazione eucaristica, è il luogo in cui lo Spirito agisce, ammorbidendo i cuori affinché i nostri impegni missionari nascano dalla nostra vicinanza a Gesù.

Siamo sacerdoti con l'”odore delle pecore”, innamorati di Gesù e profondamente fraterni con coloro che egli mette sul nostro cammino.

Vieni, Spirito Santo! Riempi i nostri cuori!

Fraternamente,

Padre Carlos Roberto dos Santos
Responsabile internazionale

 

 

 

 


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Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, maggio 2026

Carissimi,

dal 29 aprile al 2 maggio si è svolta l’Assemblea annuale della Famiglia Charles de Foucauld in Italia. È un appuntamento al quale i rappresentanti delle comunità religiose e associazioni che si ritrovano nella spiritualità foucauldiana, sono chiamati a partecipare per uno scambio fraterno e per rinsaldare quel legame che li unisce, rappresentato in particolare dalla persona di san Charles de Foucauld.

L’immagine della Famiglia è quello di una pianta con molte foglie, una per ogni realtà rappresentata, che rende bene l’idea espressa dal nostro san Charles in una lettera del dicembre 1904 a Suzanne Perret: “Se il chicco di grano caduto a terra non muore rimane solo, se muore, porta molto frutto… Io non sono morto, così sono solo… Pregate per la mia conversione, perché morendo porti frutti”.

La Famiglia è davvero una realtà variopinta e fantasiosa che comprende tante espressioni. È fantastico pensare a quanti hanno attinto dalla testimonianza di san Charles, magari anche senza che gli uni sapessero degli altri. Frutti insperati e davvero molteplici.


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