Mese di Nazaret, Brasile. Gennaio 2026

Cari fratelli della Fraternità Sacerdotale di Iesus Caritas,

abbiamo vissuto il MESE DI NAZARETH, dal 5 al 29 gennaio, a Goiás (GO – Brasile). È stato un tempo di grazia, preghiera, comunione fraterna e profondo rinnovamento spirituale. Desideriamo condividere con voi un breve riassunto di ciò che il Signore ci ha concesso di vivere in questo mese così fecondo per il nostro cammino sacerdotale.

Fin dall’inizio, siamo stati invitati a rivisitare la nostra storia personale e vocazionale, riconoscendo l’azione di Dio nelle nostre vite.

Mons. Eugênio Rixen ci ha aiutato a “forgiare la fraternità”, ricordando la testimonianza di San Charles de Foucauld e di tanti fratelli e sorelle che hanno scelto di vivere tra i poveri, non solo aiutandoli, ma diventando loro fratelli e sorelle. Abbiamo imparato che evangelizzare è più una questione di presenza che di discorso, più di convivenza che di azioni, più di ascolto che di protagonismo. La preghiera di abbandono ci ha condotto a una profonda e serena fiducia nelle mani del Padre.

Con Padre Carlos Roberto, abbiamo meditato sul fatto che offriamo una sola adorazione: adoriamo Cristo nella Parola e nei Vangeli, adoriamo Cristo nell’Eucaristia e nell’adorazione eucaristica, così come Lo adoriamo presente nei poveri, negli ultimi tra gli ultimi. L’Eucaristia si estende nella carità, quindi servire il fratello è continuare l’adorazione. Ci è stato ricordato che un sacerdote non può vivere isolato: la fraternità sostiene, guarisce e anima la nostra missione. Siamo stati anche chiamati a prenderci cura della salute umana, emotiva e spirituale, con riposo, direzione spirituale e accompagnamento quando necessario.

Il diacono José Gomes ha portato alla luce un tema delicato e necessario: la stanchezza e la sofferenza psicologica nel presbiterio. Alla luce di Mosè ed Elia, ci siamo resi conto che anche i grandi profeti hanno sperimentato la stanchezza. Dio prima si prende cura, nutre e dà riposo, e poi invia di nuovo. Siamo chiamati a riconoscere i nostri limiti e a lasciarci curare.

Durante la settimana di ritiro, il vescovo Edson Damian ha ampliato i nostri orizzonti meditando con noi sulla spiritualità dell’ecologia integrale: il creato come primo Vangelo e la Casa Comune come dono affidatoci. Ha ribadito la fraternità sacerdotale, la comunione con la Chiesa, la lotta al clericalismo e l’opzione preferenziale per i poveri come criteri concreti di conversione. Ci ha ricordato che non c’è sequela di Gesù senza semplicità, giustizia e impegno verso i meno fortunati.

Anche la preghiera ha occupato un posto centrale. Siamo stati incoraggiati a rimanere davanti al Signore, perché è dall’intimità con Lui che nasce la missione. Senza l’adorazione dell’Amato Gesù, la nostra azione rischia di trasformarsi in attivismo.

Infine, la meditazione sul Magnificat ha presentato Maria nella sua umanità: con paure, silenzio e fiducia. Ci insegna che Dio opera meraviglie nella piccolezza. Siamo chiamati a questo “corso post-laurea in umiltà”, dove la vera grandezza è avere fiducia e servire.

Nella settimana dal 27 al 28, siamo stati raggiunti da Padre José de Anchieta, responsabile nazionale della Fraternità Iesus Caritas; Padre Anchieta ha affrontato i seguenti temi: Il profetismo di Charles de Foucauld: l’enfasi è stata posta su questa frase: “non siamo sentinelle addormentate e cani muti, pastori indifferenti”; il testo è stato tratto dagli scritti del Canonico Celso Pedro e di José Bizon. In seguito, abbiamo meditato sui mezzi umili dell’evangelizzazione. Proseguendo la formazione, Padre Anchieta ha riflettuto sulla FRATERNITÀ UNIVERSALE

Amore fraterno per tutti gli uomini: dialogo ecumenico e interreligioso. Proseguendo con i temi, abbiamo meditato sulla Fraternità Sacerdotale Iesus Caritas in Brasile, dati storici, indicati da Jaime Jongmans e aggiornati da Carlos Roberto, evidenziandone gli inizi nel 1951-1962. Infine, Padre Anchieta ci ha fornito le linee guida per l’inserimento dei membri nella Fraternità Sacerdotale di Iesus Caritas. Con la dovuta guida, alla fine del mese di Nazareth, si è tenuta la cerimonia di “inserimento” dei nuovi membri durante la Santa Messa.

Lasciamo questo mese con la convinzione che la nostra vocazione è quella di essere fratelli universali: uomini di preghiera, di presenza semplice, di comunione fraterna e di reale vicinanza ai poveri. Più che fare molto, siamo chiamati ad amare di più. Più che fare grandi progetti, a rimanere con Gesù e con la gente.

Che San Carlo de Foucauld ci aiuti a vivere come “fratelli di tutti” e che il Signore rafforzi la nostra fraternità sacerdotale.

Con stima fraterna e preghiera per ciascuno,

1. P. João Paulo Carvalho e Silva. Teresina – Piauí

2. P. João Batista Toledo da Silveira. Niterói RJ

3. P. Milton Afonso do Nascimento. Marilia, SP

4. p. Edvaldo Rosario Calazans. São José do Rio Preto, SP

5. p. Paulo Leandro da Silva, Diocesi di Guarulhos, SP

6. Diacono Florismundo Roderich Maranhão Cavalcante. Recife, PE


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