{"id":4863,"date":"2020-11-19T21:05:44","date_gmt":"2020-11-19T20:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/?p=4863"},"modified":"2020-11-28T09:37:32","modified_gmt":"2020-11-28T08:37:32","slug":"italiano-come-unoliva-abbandonata-fratel-oswaldo-jc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/documentos\/italiano-come-unoliva-abbandonata-fratel-oswaldo-jc\/","title":{"rendered":"Come un&#8217;oliva abbandonata. Fratel Oswaldo, jc"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Charles de Foucauld \u00e8 stato beatificato da papa Benedetto XVI il 13 novembre 2005 e ora siamo tutti in attesa di conoscere la data per la canonizzazione. La raccolta delle olive in questo periodo dell\u2019autunno luminoso mi ha ispirato a condividere queste righe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4865\" src=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-01-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-01.jpg 433w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fr\u00e8re Charles ha trascorso gli ultimi anni della sua esistenza a Tamanrasset, nel profondo sud del Sahara, dove si arriv\u00f2 l\u2019undici agosto 1905 fino alla morte, ivi avvenuta il 1\u00b0 dicembre 1916. Sono stati anni ricchi di esperienze e incontri con i Tuareg presso i quali ha \u201cgridato il vangelo con la vita\u201d, vivendo la quotidianit\u00e0 nella sua nuova \u201cNazaret\u201d. \u00c8 stato un tempo di intenso lavoro epistolare e intellettuale, ma sono stati anche anni di prova e di sofferenza. Durante l\u2019inverno 1907-1908, infatti, si era ammalato gravemente. Desiderava tanto avere dei compagni, ma non c\u2019erano speranze. La malattia e la solitudine appesantirono l\u2019anima di fr. Charles fino a fargli prendere consapevolezza del suo personale fallimento, avvertendo un senso di inutilit\u00e0. Il suo stato d\u2019animo era pessimo. Una lettera del 1\u00b0 gennaio 1908, all\u2019abb\u00e9 Huvelin suo padre spirituale, \u00e8 tra le pi\u00f9 tristi che conosciamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPadre amatissimo\u2026 non occorre che io mi raccomandi alle sue preghiere: lei conosce le mie miserie e sa quanto ho bisogno delle sue preghiere. Sono pi\u00f9 di ventuno anni che mi ha ricondotto a Ges\u00f9 e che \u00e8 mio padre, quasi diciotto che sono entrato in convento: ho ormai cinquanta anni di et\u00e0: quale messe dovrei aver raccolto per me e per gli altri! Invece mi trovo nella miseria e nella privazione e agli altri non ho procurato il minimo bene\u2026 Poich\u00e9 dai frutti si conosce l\u2019albero, posso sapere ci\u00f2 che sono. Preghi dunque per il suo figliolo cos\u00ec povero e indegno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur avendo superato la crisi dell\u2019inverno 1907-1908, la situazione non volta pagina dal punto di vista umano. Il 1910 \u00e8 stato l\u2019anno dei lutti dolorosi: a pochi mesi di distanza muoiono il Prefetto Apostolico, mons. Gu\u00e9rin e l\u2019abb\u00e9 Huvelin. \u00c8 come se avesse perso prima un fratello e poi il proprio padre. In questo clima generale, comprendiamo la lettera del 1\u00b0 settembre 1910 alla cugina Marie de Bondy:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa solitudine aumenta. Ci si sente sempre pi\u00f9 soli al mondo. Alcuni sono partiti verso la Patria, altri vivono sempre pi\u00f9 appartati da noi; ci si sente come l\u2019oliva rimasta sola in cima a un ramo, dimenticata dopo la raccolta; nella nostra epoca questo paragone della Bibbia torna spesso alla mente\u2026 Ma Ges\u00f9 resta: Ges\u00f9, lo Sposo immortale che ci ama come nessun cuore umano \u00e8 capace di fare; resta adesso, rester\u00e0 sempre. Ci ha sempre amati, ci ama in questo istante, ci amer\u00e0 fino al nostro ultimo respiro; e se non respingiamo il suo amore, ci amer\u00e0 eternamente. \u201cCaritate perpetua dilexi te, miserans\u201d\u00bb\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019oliva che il Divino Agricoltore ha trascurato di portare al frantoio dell\u2019apostolato e dalla quale perci\u00f2 non uscir\u00e0 la pi\u00f9 piccola goccia d\u2019olio. L\u2019immagine \u00e8 affine a quella evangelica tanto cara a fr. Charles del chicco di grano che non diventa spiga perch\u00e9 sotto terra non muore (Gv 12,24). Nel 1911, a Suzanne Perret, scriveva:\u00a0\u00abVoi siete il chicco di grano caduto in terra che muore per portare frutto\u2026 ottenete anche a me di saper morire e portare i frutti voluti dal cuore di Ges\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di Charles de Foucauld \u00e8 simile a una parabola evangelica. I frutti sono apparsi dopo la sua morte, e quanta abbondanza! Per quanto riguarda l\u2019Italia, a rischio di tirare un po\u2019 il mantello di Charles, direi che \u00e8 importante ricordare che proprio nel 1910, mentre il Nostro riteneva di non essere riuscito a combinare niente e quindi di aver sprecato la sua esistenza, veniva al mondo Carlo Carretto (+ 1988), testimone appassionato del cattolicesimo del secolo scorso, colui che qui e non solo, ha fatto conoscere la spiritualit\u00e0 di Charles subito dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, stabilendosi a Spello\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4866\" src=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-02-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-02-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-02.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il messaggio del \u201cfratello universale\u201d \u00e8 oggi di grande attualit\u00e0. Come sappiamo, papa Francesco ha citato Charles a conclusione \u00a0della sua recente enciclica \u201cFratelli tutti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, lo scorso 7 novembre, il gesuita Diego Fares ha scritto, su \u00abLa Civilt\u00e0 Cattolica\u00bb, una articolo vivamente consigliato, dove ipotizza che il Papa cita fr. Charles al termine del Documento proprio perch\u00e9 fin dall\u2019inizio l\u2019intera enciclica si ispira alla vita del Fratello universale. \u00abLA FIGURA DI CHARLES DE FOUCAULD HA IN \u201cFRATELLI TUTTI\u201d, UNA GRANDE FORZA TESTIMONIALE\u00bb, dice padre Fares.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl fatto di mettere in risalto la figura di Charles de Foucauld, che presto canonizzer\u00e0 ha in\u00a0Fratelli tutti\u00a0una grande forza testimoniale: raccoglie e attualizza l\u2019eredit\u00e0 di Francesco d\u2019Assisi, sintetizza e incarna il contenuto evangelico che il Papa espone nell\u2019enciclica, e ci interpella in modo concreto l\u00e0 dove \u00e8 in atto la pi\u00f9 grande sfida del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due ultimi punti che il Papa dedica esplicitamente al beato Charles sono brevi, ma densi di contenuto evangelico. Francesco mostra come il sogno di de Foucauld, di una donazione totale a Dio e ai fratelli che gli permettesse di riuscire a farsi \u00abfratello di tutti\u00bb, \u00abfratello universale\u00bb, il beato lo ha realizzato solo \u00abidentificandosi con gli ultimi\u00bb (FT 287; cfr 2-4). La cosa pi\u00f9 importante che ci fa notare il Papa \u00e8 che non si tratta di un sogno casuale. Esso giunge carico di storia: il sogno del beato Charles \u00e8 lo stesso che Dio ispir\u00f2 a Francesco d\u2019Assisi. \u00c8 un ideale a lungo sognato, un ideale che comporta un cammino di trasformazione anche in noi, fino a farci sentire, come questi santi, fratelli e amici di tutti\u00bb.<br \/>\n\u00c8 proprio vero, come sosteneva Romano Guardini, le grandi cose nascono e si sviluppano nel silenzio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4867\" src=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-03.jpg\" alt=\"\" width=\"639\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-03.jpg 639w, https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/oliva-03-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PDF: <a href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Come-unoliva-abbandonata.-Fratel-Oswaldo-jc.pdf\">Come un&#8217;oliva abbandonata. 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