{"id":8063,"date":"2025-10-19T11:51:02","date_gmt":"2025-10-19T09:51:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/?page_id=8063"},"modified":"2025-10-19T11:51:02","modified_gmt":"2025-10-19T09:51:02","slug":"nazaret","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/nazaret\/","title":{"rendered":"Nazareth"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h1>Luogo e tempo di contemplazione<\/h1>\n<p>Sei mesi dopo, Dio mand\u00f2 l&#8217;angelo Gabriele a una giovane vergine che viveva in una citt\u00e0 della Galilea chiamata Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, discendente di Davide. Il nome della vergine era Maria.<\/p>\n<p>L&#8217;angelo entr\u00f2 nella sua casa e disse: \u00abRallegrati, o amata e favorita, il Signore \u00e8 con te\u00bb. Queste parole la sconvolsero e si chiese cosa significasse quel saluto.<br \/>\nMa l&#8217;angelo le disse: \u00abNon temere, Maria, perch\u00e9 hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges\u00f9. Sar\u00e0 grande e verr\u00e0 chiamato Figlio dell&#8217;Altissimo. Dio gli dar\u00e0 il trono di Davide suo padre e regner\u00e0 per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avr\u00e0 mai fine\u00bb.<\/p>\n<p>Allora Maria disse all&#8217;angelo: \u00abCome potr\u00f2 diventare madre se non conosco uomo?\u00bb L&#8217;angelo rispose: \u00abLo Spirito Santo scender\u00e0 su di te e la potenza dell&#8217;Altissimo ti coprir\u00e0 con la sua ombra. Perci\u00f2 tuo figlio sar\u00e0 santo e lo chiameranno Figlio di Dio. Ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, \u00e8 incinta e, per lei, che non poteva avere figli, \u00e8 al sesto mese. Nulla \u00e8 impossibile a Dio\u00bb.<\/p>\n<p>Maria disse: \u00abEcco la serva del Signore; avvenga di me come hai detto\u00bb. Dopo queste parole, l&#8217;angelo se ne and\u00f2. (1)<\/p>\n<p>Nazareth \u00e8 il luogo in cui Dio decide di farsi uomo, attraverso una donna, Maria. Lei ci dona Ges\u00f9 di Nazareth, un uomo reale, non virtuale. \u00c8 l&#8217;uomo di Dio che d\u00e0 senso alla gratuit\u00e0, perch\u00e9 Dio non ha strategie con gli uomini: non prevede un percorso educativo, sociale o virtuale. \u00c8 Amore puro, un Amore a 24 carati, puro al cento per cento, senza conservanti n\u00e9 coloranti, senza condanne n\u00e9 premi di consolazione.<\/p>\n<p>L&#8217;amore di Dio passa attraverso Nazareth per rimanere, per dimorare nel grembo di una vergine. Il frutto di tutto questo \u00e8 Santo; Egli \u00e8 il Figlio dell&#8217;Altissimo, il Figlio di Dio. Qui, Dio non si nasconde: Dio dimora tra noi, nel silenzio e nel Verbo fatto carne.<\/p>\n<p>Maria passa a Nazareth senza fare rumore. Anche le intuizioni di Charles de Foucauld durante il suo soggiorno a Nazareth nascono nel silenzio e nel servizio umile, semplice, socialmente impercettibile. Per Maria e Fratel Carlo, Nazareth \u00e8 un luogo e un tempo di contemplazione: il luogo e il tempo che trasformeranno altre situazioni e fasi della loro vita in spazi contemplativi. A Nazareth, imparano a vivere la quotidianit\u00e0 con amore per le piccole cose e per i pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nA Nazareth, Maria insegna a Ges\u00f9, e a Nazareth, Fratel Charles \u00e8 istruito da Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Siamo chiamati a vivere come Ges\u00f9, non a fingere di vivere come Ges\u00f9, rendendo il senso di Dio (come Lo sperimentiamo, come Lo adoriamo, come Lo amiamo, come Lo trasmettiamo) meramente virtuale. \u00c8 la nostra vita che deve evangelizzare, non le nostre parole. Le parole indottrinano; la vita convince.<\/p>\n<p>Lasciamoci istruire a Nazareth, lavoriamo, cresciamo&#8230;<br \/>\nNiente di tutto questo \u00e8 possibile se non viviamo la vita, i nostri incontri, le nostre visite, le nostre celebrazioni con un atteggiamento contemplativo. Possiamo diventare esecutori di una liturgia senza cuore, fedeli custodi di una tradizione, e dimenticare Colui che ci ha chiamati, Colui che ci ha fatto innamorare, Colui che annunciamo.<\/p>\n<p>Essere contemplativi nel lavoro quotidiano e nella dedizione pastorale della nostra vita non elude la realt\u00e0. Dovete essere permeati del Vangelo di Ges\u00f9 al punto da poter affermare, in completa indipendenza, di fronte ai poteri e alle ideologie di questo mondo, i valori che sono veramente indispensabili per garantire la trascendenza e i diritti essenziali della persona umana. Non potete tacere agli uomini ci\u00f2 che Cristo direbbe loro se potesse esprimersi attraverso la vostra bocca e rendere testimonianza attraverso le vostre azioni. Per questo vi ha scelti e chiamati. (2) Dobbiamo tornare a Nazareth, come nella grande intuizione di Fratel Carlo: tornare al Vangelo, l\u00ec dove nasce la speranza di Dio riposta in Maria. Una speranza di Dio che vedr\u00e0 la sua luce a Betlemme.<\/p>\n<p>Nazareth significa parlare poco di noi stessi e pi\u00f9 di Dio con la nostra vita, con le nostre cose, con le nostre case, con i nostri beni, con i nostri progetti.<\/p>\n<p>Tutta la nostra vita, per quanto muta, la vita di Nazareth, la vita del deserto, tanto quanto la nostra vita pubblica, deve essere una predicazione del Vangelo dai tetti; tutta la nostra persona deve respirare Ges\u00f9, tutte le nostre azioni, tutta la nostra vita devono gridare che siamo di Ges\u00f9, devono presentare l&#8217;immagine della vita evangelica; tutto il nostro essere deve essere una predicazione viva, un riflesso di Ges\u00f9, un profumo di Ges\u00f9, che fa vedere Ges\u00f9, che risplende come un&#8217;immagine di Ges\u00f9&#8230; (3) Per Fratel Carlos, Ges\u00f9 \u00e8 il centro della sua vita e ci invita a farlo attraverso la contemplazione. Parla di tre modi di contemplare Dio: nei momenti e nella vita di Ges\u00f9, nella Santa Eucaristia e nei misteri della sua vita (4), quando non troviamo i perch\u00e9 ma piuttosto molti perch\u00e9. Le sue intuizioni hanno dato alla Chiesa di Ges\u00f9 un mezzo per incontrarlo, Dio stesso, in mezzo al silenzio e cos\u00ec spesso tra i rumori della nostra Nazareth quotidiana. Intuizioni che ci aiutano a testimoniare Dio senza fare proselitismo, senza forzare le situazioni, senza strumentalizzare i sentimenti delle persone e, soprattutto, senza fare rumore a vantaggio del nostro ego.<\/p>\n<p>Nazareth non \u00e8 mai una fuga o un nascondimento dalla realt\u00e0. Nazareth \u00e8 schierarsi dalla parte di Ges\u00f9 e degli ultimi. Cos\u00ec come &#8220;vita nascosta&#8221; pu\u00f2 sembrare contraddittoria, anche l&#8217;espressione &#8220;predicare il Vangelo in silenzio&#8221; pu\u00f2 essere fraintesa. Nelle sue lettere, dove Fratel Charles usa queste espressioni, parla di relazioni di amicizia, di contatti. \u00c8 allora necessario tacere? A questa domanda, Antoine Chatelard afferma che la risposta deve essere sia s\u00ec che no. No, perch\u00e9 Nazareth \u00e8 il luogo della comunicazione, dell&#8217;ascolto, della condivisione e dell&#8217;amicizia, il luogo in cui la Parola viene trasmessa nelle conversazioni ordinarie con le persone. S\u00ec, perch\u00e9 Nazareth \u00e8 silenzio, perch\u00e9 Nazareth \u00e8 gridare la buona novella dai tetti, rimanere in silenzio, senza predicare, amare. (5) Come sacerdoti della Fraternit\u00e0, affrontiamo una vera sfida se non abbiamo seguito un cammino, sia spirituale che psicologico, che siamo convinti conduca a un autentico incontro con il Signore, nella contemplazione e nell&#8217;adorazione, e nella nostra dedizione e servizio al Popolo di Dio e alla societ\u00e0. Il nostro ministero sacerdotale non \u00e8 una forma monastica o conventuale: siamo uomini in mezzo al mondo. Quando Nazareth ci convince, cessa di essere un&#8217;idea, qualcosa di virtuale o un&#8217;appendice, e ci fa crescere con i nostri vicini, muro a muro, le nostre comunit\u00e0, i nostri fratelli nella fraternit\u00e0. Nazareth non pu\u00f2 mai essere statica nella nostra vita, perch\u00e9 sarebbe sinonimo di installazione o di accomodamento. Ges\u00f9, donato da Maria, \u00e8 un prossimo a Nazareth; convive, vive con, \u00e8 vicino alla sua gente, \u00e8 un cittadino. Non si occupa solo di loro, \u00e8 con loro. E questo atteggiamento lo porter\u00e0 poi sempre a stare con gli ultimi; lo porter\u00e0 a guardare senza giudicare, a guardare per aiutare ed essere utile, ad ascoltare gli uomini e le donne e ad ascoltare suo Padre.<\/p>\n<p>Nazareth ci aiuta a vivere senza giudizio, a vivere in contemplazione dei nostri spazi personali e degli spazi degli altri: i loro cuori, i loro sogni, le loro vite. Lo spirito di Nazareth, quindi, ci spinge a rivedere la nostra vita contemplandola, ad amare la nostra vita e quella degli altri come il grande dono d&#8217;amore di Dio, quando sperimentiamo la gratuit\u00e0. Siamo a Nazareth solo quando la de-idealizziamo e accettiamo Ges\u00f9 come nostro prossimo o compagno nella nostra casa, nella nostra vita e nel nostro futuro, come nostro copilota o compagno nelle nostre visite o incontri.<\/p>\n<p>NOTE:<\/p>\n<p>(1) Luca 2:26-38<br \/>\n(2) Ren\u00e9 Voillaume, Vangelo, politica e violenza, p. 22. Malaga, 1973<br \/>\n(3) Charles de Foucauld, Opere spirituali. Antologia di testi. 59, San Pablo, Madrid, 1998<br \/>\n(4) Cfr. Charles de Foucauld, op. cit. 62<br \/>\n(5) Michel Lafon, Vivere Nazareth oggi, p. 27. Fayard, 1985<\/p>\n<p>Per la revisione di vita:<\/p>\n<p>1. Cerchiamo di vivere Nazareth, o \u00e8 solo un riferimento occasionale nei nostri incontri fraterni? Credo e apprezzo nella mia vita questa chiave di identit\u00e0 nella spiritualit\u00e0 di Fratel Charles?<\/p>\n<p>2. Usciamo dal nostro ego per ascoltare l'&#8221;angelo&#8221; che ci prende dalle nostre letture, dalla nostra televisione, dal nostro riposo, dal nostro tempo libero e che ci annuncia, attraverso i suoi problemi o le sue impertinenze, che Dio ci chiama?<\/p>\n<p>3. Profumiamo di Ges\u00f9 o profumiamo di incenso, di populismo, di costruzione di immagine, di ortodossia per non essere individuati?<\/p>\n<p>4. Come guardiamo i nostri fratelli sacerdoti? Ci crediamo pi\u00f9 poveri, pi\u00f9 simpatici, pi\u00f9 progressisti, pi\u00f9 fedeli, pastori o oratori migliori, intellettualmente pi\u00f9 sani, pi\u00f9 simpatici o con migliori capacit\u00e0 relazionali? Esprimiamo giudizi interiori?<\/p>\n<hr \/>\n<p>PDF: <a href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Nazareth-it.pdf\">Nazareth it<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luogo e tempo di contemplazione Sei mesi dopo, Dio mand\u00f2 l&#8217;angelo Gabriele a una giovane vergine che viveva in una citt\u00e0 della Galilea chiamata Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, discendente <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/nazaret\/\">Continue Reading &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-8063","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8063"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8063\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8081,"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8063\/revisions\/8081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iesuscaritas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}