Lettera di Jean François e Aurelio, Vernon, marzo 2017

In primo piano

Carissimi fratelli,

in questa settimana abbiamo lavorato sui temi della fraternità e soprattutto sono le persone che ci stanno a cuore e motivano le nostre preoccupazioni, ossia ciascuno di voi. In questo piccolo Nazaret di Vernon, nella casa del nostro fratello François MARIN, che ci ha accolto come figli, ci ricordiamo di voi e ringraziamo Dio perchè siete nostri fratelli. Molte grazie, François, per alloggiare il pellegrino ed accogliere i tuoi fratelli.

Il lavoro lo abbiamo concentrato nel rivedere i temi pendenti della fraternità in un luogo di dialogo e condividendo idee, opinioni e la preoccupazione per dare risposte ai problemi e per un buon funzionamento della fraternità nell’immediato: i questionari per l’Assemblea Europea di quest’estate in Polonia, per l’Assemblea Mondiale in India a gennaio 2019, l’economia della fraternità internazionale, la proiezione della memoria 2016 della fraternità da inviare alla Congregazione del Clero in Vaticano, la nuova fraternità di Haiti, la preparazione per l’incontro dei responsabili e delegati della famiglia Carlos de FOUCAULD in aprile, ad Aquisgrana, gli echi del Centenario di fratel Carlos che ci arrivano dai vari paesi, la nostra preoccupazione per la salute di Félix, Madagascar, il ricupero di Suso, Spagna, dopo l’intervento chirurgico, ecc.

Lunedì, 6 de marzo, abbiamo condiviso con i responsabili delle regioni de Île di Francia e Normandia (Yves di MALLMANN, Joseph JOURJON, Louis YON e Xavier CHAVANE) un tempo prolungato di dialogo e incontro. E’ stato stupendo l’incontrarci in fraternità per condividere le realtà e le preoccupazioni delle nostre fraternità. Crediamo che in Europa stiamo vivendo un tempo di passaggio che è un Nazaret reale per l’invecchiamento delle fraternità. E’ una chiamata molto seria a vivere questo tempo con ottimismo e amare questa spiritualità di Nazaret essendo sempre più vecchi e con poche entrate di giovani. Vivendo con semplicità e allo stesso tempo l’impegno della fraternità universale in questa Europa chiusa in se stessa, ripiegata su se stessa, che rifiuta lo straniero, il rifugiato, con le paure che provocano l’ascesa di politiche populiste e quelle reazionarie. Davanti a tutto ciò, seguendo la strada aperta da papa francesco, ci sentiamo impegnati a testimoniare e vivere il messaggio della fraternità universale di fratel Carlo e il carattere missionario del nostro carisma come fraternità sacerdotale. In Europa crediamo che sia possibile il dialogo con i mussulmani e già si fa in varie comunità cristiane con gesti di vicinanza. Debbono cadere i pregiudizi e la tentazione di guardare gli altri come una minaccia. Per esempio, in Francia, la terza parte dei quartieri popolari sono mussulmani. Dobbiamo imparare a dialogare con questa realtà.

Martedì 7 abbiamo avuto la visita di Jacques GAILLOT, vescovo di Partenia, della nostra fraternità, venuto da Parigi per condividere il nostro lavoro nella casa di Jean François. E’ stato un grande regalo il tempo vissuto dall’accoglienza nella stazione del treno fino alla sua partenza. Abbiamo imparato dalla saggezza dei piccoli come essere più umani, come essere preti in un mondo difficile, come essere aperti alla speranza e a vivere senza le sicurezze e le comodità del mondo occidentale. Grazie, Jacques, per essere venuto a stare con noi e per le testimonianze della tua vita donata per la causa di Gesù.

Mercoledì 8 abbiamo lavorato nella mattinata , nel pomeriggio siamo andati a Gouville, per trovare Michel PINCHON: lo abbiamo trovato forte e sano. La sua casa è sempre aperta a tantissime visite da parte della gente del suo paese o da più lontano; condivide con tutti la sua esperienza e saggezza. Abbiamo cenato con Jean Louis RATTIER e partecipato alla riunione del laboratorio di Bibbia della sua parrocchia a Damville, condividendo la sua pastorale e il suo lavoro quotidiano. Sempre è gratificante partecipare al Nazaret di ogni fratello, sia all’esterno come all’interno. Nazaret è l’esperienza viva del come situarci in fraternità di fronte a ciò che ci circonda, in unione sempre più forte con Gesù.

Abbiamo valorizzato molto positivamente il lavoro di Fernando TAPIA, Jean Michel BORTHEIRIE e Manuel POZO in Almería, Spagna, nell’elaborare il documento base sul Mese di Nazaret. Questo documento sarà studiato e approvato nell’Assemblea di Bangalore. Grazie a questi fratelli che hanno dato la loro disponibilità alla nostra richiesta da parte dell’equipe internazionale.

Ricordiamo che tutti siamo chiamati a contribuire alla cassa internazionale, specialmente la prossima Assemblea Mondiale di Bangalore 2019 ha già un preventivo ed è necessario coprirne le spese. Come equipe internazionale abbiamo cercato di risparmiare il massimo possibile. Grazie alle fraternità che già hanno contribuito con generosità.

La nostra pagina iesuscaritas.org è aperta a tutte le fraternità. Attendiamo i vostri articoli, notizie, avvisi dei prossimi eventi per pubblicizzarli. E’ un mezzo di comunicazione che ci avvicina gli uni agli altri.

La nostra riflessione si è concentrata sulla chiamata a vivere in fraternità il nostro ministero come missionari nel presbiterio diocesano, nel luogo in cui ci troviamo, sia la parrocchia o l’ospedale, o la prigione o nelle organizzazioni che aiutano i rifugiati, coloro che sono stati emarginati per la guerra o per la povertà, o nei luoghi di accompagnamento degli impoveriti delle nostre società, forti e decisi di andare verso gli ultimi, come Carlos di FOUCAULD, dato che lì incontriamo Gesù. Come ci ricorda papa Francesco, non c’è vita spirituale senza un cuore aperto, generoso e misericordioso. “Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesucristo… Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca e macchiata per essere uscita per le strade,piuttosto che una chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze… Più della paura di sbagliare, spero che ci muovo la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una multitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: “¡Voi stessi date loro da mangiare!” (Mc 6,37) (Evangelli Gaudium, 49)

Da Vernon vi auguriamo una santa Quaresima e un cammino verso la Pasqua con Gesù e i fratelli e sorelle come compagni di viaggio.

Un grande abraccio.

Jean François e Aurelio

Vernon, Normandia, Francia, 10 marzo 2017

(Grazie, Mario, per la traduzione)

PDF: Lettera di Jean François e Aurelio, Vernon, marzo 2017, it

WEND BE NE DO, un progetto nato in fraternità

In primo piano

WEND BE NE DO è nato da un profondo desiderio spirituale tra Burkina Faso e Spagna attraverso la fraternità di fratel Carlo di FOUCAULD. L’andare verso gli ultimi, stare con loro, lavorare per loro e situarci nella periferia del mondo accomodato in cui viviamo tutti i giorni è stata una sfida che la Fondazione Tienda Asilo di San Pedro di Cartagena ha preso sul serio dal 2005. Inoltre ringraziamo tutte le persone, organizzazioni, istituzioni e parrocchie che ci hanno aiutato e ci aiutano nell’accompagnare questo progetto che ci innamora ed è bello lavorare per la gente di Burkina Faso, specialmente per i bambini, gli adolescenti, i giovani e gli adulti di WBND nell’area di Bam, colpita dall’HIV. Abbiamo costatato l’espansione del progetto, il miglioramento delle persone. Si sta creando una grande famiglia dove nessuno viene escluso. E’ uno spazio umano dove non ti senti straniero nonostante la nostra pelle mostra che siamo occidentali.

PDF: Resoconto WBND gennaio 2017, it

ISOLA DI LESVOS, RIFUGIO DI SPERANZA, Carlos LLANO

In primo piano

Carlos LLANO è atleta, economista, fondatore dell’ONG Chilhood Smile e volontario e collaboratore alla Fondazione Tienda Asilo de San Pedro di Cartagena, in Spagna, nel progetto WEND BE NE DO si Burkina Faso. Esso è stato recentemente offerto volontario presso l’isola di Lesvos in Grecia, con i rifugiati. Offriamo preziosa testimonianza. Grazie, Carlos.

Viviamo così veloce e così attaccato alle nostre esigenze mondane del primo mondo che se siamo riusciti a prendere qualche distanza e osservare con attenzione, che mi sentirei rifiuto da noi stessi. Il mondo ha seri problemi da risolvere: si stima che ci sono 300.000 bambini soldato e che nel 2016 sono già 5.000 i refugiati e immigrati che annegarono sei morti nel Mediterraneo, ma in generale, siamo preoccupati per nostri piccoli primo mondo problems più di quello che può verificarsi di fuori delle nostre frontiere, da terribile che sono quegli eventi. Li vediamo finora che dal pensiero che possiamo fare poco, solo di non fare nulla. Non si risolvono i problemi del mondo li accettati con rassegnazione o indifferenza o incolpare i governi. I problemi del mondo sono miei, sono tuoi, sono i nostri. Il mondo è modifiche contagiose e stimolante con il nostro comportamento quotidiano. Se non voglio vedere o annegato un unico più, solo io posso prendere la ferma decisione di andare a contribuire il mio po ‘ di sabbia, seppur piccolo, che è gigante rispetto all’inazione o le centinaia di messaggi che possiamo mettere sul muro del nostro social network.

Lesvos è una piccola isola greca nel Mar Egeo nei pressi delle coste della Turchia. Ci sono due campi profughi: Karatepe, che conserva ancora alcune dignità, dove si trovano famiglie complete, per la maggior parte siriana, ma potrebbe averli anche della Repubblica Dominicana. Sì, ho detto, della Repubblica Dominicana. Quando non hai niente, si rischia anche la vita, perché nulla che si deve perdere più di questo uno e la disperazione potrebbe essere tale che la morte arriva per non avere alcun valore.

A Karatepe ogni famiglia ha una propria tenda di Acnur, con coperte, hanno materassi e i volontari di Remar sono responsabili di portare due pasti giornalieri per la porta della tenda. I bambini giocano nella “tenuta” di tende, e la speranza di una vita migliore sembra che ancora non è ha perso tutto.

L’altro campo di rifugiati è Moria. Un’ex prigione con una capacità di 2.000 persone dove si sono ammassati più di 5.000 in carpi di campagna del Decathlon, che galleggia quando piove e fango giù l’argine. La tensione è evidente e respirare niente più attraversare queste alte transenne pieno di spine. Non ci sono nessun famiglie, c’è ragazzo molto giovane e donne con bambini piccoli. Ogni paese, doganale, una lingua, una cultura. Ragazzi dalla Nigeria in fuga di Boko Haram, uccisione, sequestri e torture che piace. Gli adolescenti di Pakistan che non desiderano continuano a vivere in un paese dove l’Isis raggiungere un villaggio per la macellazione a tutte quelle donne e sparare a tutti i loro uomini a lasciare quel villaggio senza traccia di vita.

Sono storie vere che mi hanno detto mentre collaborò per ore rendendo la banalità di tagliati chili e chili di patate per poter mangiare quelle migliaia di bambini, donne e bambini che li collega la disperazione per non vedere la uscita alla fine del tunnel, per vedere che le autorità abbiano loro ci dimenticato e col passare del tempo la sua memoria sarà diluita nei nostri pensieri. La disumanizzazione è che le bande hanno trasformato questo problema in un business redditizio dove pagare 3.000 a 5.000 euro a persona per una barca senza alcuna sicurezza, sovrappeso, basato su agglomerati sempre più persone senza spazio per muoversi appena, dove ogni persona non può portare nessun bagaglio, quindi si sottrae spazio per un altro rifugiato che raccolgono, e con giubbotti di salvataggio piena di immondizia invece di giacche di aria che, in caso di necessità e per la sua mancanza di galleggiamento, farà perde una vita di piú, aumento del numero di 5.000 persone che già sono annegate nel Mar Mediterraneo durante il 2016. La nostra preoccupazione e la nostra indifferenza è a questo disastro umano che sembra essere un vicolo cieco. Nelle nostre mani è cambiare questo mondo.

Carlos LLANO FERNÁNDEZ

PDF: Isola di Lesvos, rifugio di speranza, ital

THE EASTER OF OUR BROTHER HOWARD CALKINS

Monsignor Howard Calkins
June 11, 1940 — April 14, 2017

Fr. Sammy Taylor has reported that one of the giants of our fraternity, Howie Calkins, has died. Howie had been an early leader of the fraternity on the East Coast and had served as our National Responsible from 1979 through 1985. For the past few years, his Good Friday and participation in the Paschal Mystery have been experienced through the fog of Alzheimer’s. Praise God his Easter has come and it is time for him to now enjoy new and everlasting life.

Msgr. Howard Calkins, who had served as pastor of Sacred Heart parish, Mount Vernon, beginning in 1996, retired on November 1, 2012. Howie had also served as regional vicar of the South Shore Vicariate from 1997 until 2010. He was pastor of St. Joseph of the Holy Family parish, Harlem, 1982-1995 where his Funeral Mass will most likely take place. He was co-pastor of St. Jerome’s, the Bronx, 1980-1982. He also served as parochial vicar of the following parishes: St. Charles Borromeo, Harlem, 1996; Corpus Christi, Manhattan, 1976-1980; St. John’s, Kingsbridge, the Bronx, 1971-1976; and St. Matthew’s, Hastings-on-Hudson, 1967-1971. He was ordained in 1967 and named a monsignor in 1990.

PDF: Howard CALKINS

Lettera di Jean François e Aurelio, Vernon, marzo 2017 in olandese

Lieve Broeders,

we zijn deze week samengekomen om te werken voor de Priesterfraterniteit die ons allen verbindt.

We hebben de personen opgeroepen die in het hart staan van onze bekommernissen en die ons motiveren voor de dienst die we samen aannemen: namelijk elkeen van jullie.

In dit kleine Nazareth Vernon, in het huis van onze broeder François MARIN, die ons ontvangt als een vader, brengen wij God dank voor de broeders die jullie voor ons zijn.

Dank, François voor de gastvrijheid die je broederlijk aanbiedt aan de pelgrims die wij zijn.

Dit werk hebben we toegespitst op het herlezen van het leven van onze fraterniteiten.

Wij hebben gedialogeerd en onze meningen en bekommernissen gedeeld om te pogen een antwoord te brengen omtrent de vragen die het leven van onze fraterniteit aanbelangen in de onmiddellijke toekomst:

– de Europese bijeenkomst van de fraterniteiten in Polen deze zomer (Rudy)
– de Wereldbijeenkomst in Indië januari 2019 (Bangalore)
– het bilan van onze activiteiten in 2016 voor de Congregatie van de Clerus in het Vaticaan
– het lanceren van de Fraterniteit in Haïti
– het project om de verantwoordelijken van de verschillende takken van de spirituele Foucauldfamilie te ontmoeten in Aachen, april 2017
– de echo’s van het Jubileumjaar t.g.v. de Honderdste verjaardag van de zalige Charles de FOUCAULD die ons bereiken uit verscheidene landen
– de zorgen omtrent de gezondheid van onze broeder uit Madagaskar Felix
– onze vreugde het herstel te zien bij het verlaten van het ziekenhuis van Suso (Fraterniteit van Madrid, Spanje) na zijn chirurgische ingreep

Maandag 6 maart hebben we een uitwisseling gehad met de verantwoordelijken van de regio Île de France en Normandië (Yves de MALLMANN, Joseph JOURJON, Louis YON en Xavier CHAVANE).

Het was goed elkaar te ontmoeten om de werkelijkheid van het leven en de zorgen van onze fraterniteiten centraal te plaatsen.

Wij erkennen dat wij de ‘doortocht’ in onze Europese Fraterniteiten die steeds maar verouderen, beleven als een echte ‘Nazareth’-tijd.

Het weze een krachtige oproep om deze ‘passage’ hoopvol door te maken om in liefde de tijd van verouderen te beleven in de spiritualiteit van Nazareth. En dit terwijl wij met realisme vaststellen dat er nog weinig jongeren tot onze fraterniteiten toetreden.

Deze tijd dienen wij in eenvoud te beleven en in trouw, om ten einde toe te getuigen van het geloof dat ons bezielt. En dit in een Europa dat de neiging heeft zich terug te plooien op zichzelf, dat weigert vreemdelingen en vluchtelingen te onthalen en dat bang is. Deze angsten vertalen zich in het stijgen van populistische en reactionaire bewegingen.

Vóór alles, in de lijn van paus Franciscus, zijn wij geroepen om door ons leven de universele broederschap te manifesteren die broeder Charles ons nalaat en het missionair charisma van onze priesterfraterniteit Jesus Caritas.

Wij geloven dat de dialoog met de moslims in Europa mogelijk is! Wij beleven die ook in verschillende christelijke gemeenschappen door concrete acties waarbij we elkaar ontmoeten en nabij zijn. De vooroordelen en de bekoringen om in de andere een bedreiging te zien, moeten een voor een vallen. Bijvoorbeeld, in Frankrijk, in sommige volksbuurten, zijn een derde van de inwoners moslim. Wij dienen te leren om samen te leven en om te dialogeren met de werkelijkheid zoals ze zich presenteert.

Dinsdag 7 maart hebben wij in het logement van Jean-François bezoek gekregen van Jacques Gaillot, bisschop van Partenia, lid van onze fraterniteit. Hij is van Parijs gekomen om te participeren aan ons werk. De tijd die we met hem mochten doorbrengen vanaf zijn komst in het station te Vernon tot aan zijn vertrek is een echt geschenk geweest. In de uitwisselingen hebben we kunnen profiteren van zijn wijsheid om te verdiepen hoe we priester kunnen zijn in deze moeilijke tijd, hoe we kunnen blijven openstaan voor hoopvolle dingen en hoe we ons bereid kunnen maken ons te bevrijden van onze zekerheden en van ons Westers comfort… Dank je wel, Jacques dat je er was om jouw levensgetuigenis en je gegeven zijn aan Christus met ons te delen.

Woensdag 8 maart in de namiddag zijn we naar Michel Pinchon getrokken in het pastorij van Gouville. We troffen hem sterk aan, in goede gezondheid. Wij hebben kunnen vaststellen dat zijn huis open blijft voor heel veel bezoeken van mensen uit zijn dorp en verder en dat hij op een edelmoedige wijze zijn ervaringen en wijsheid deelt. We hebben ’s avonds in Dammier het avondmaal genoten met Jan-Louis Rattier, lid van de fraterniteit met Jean-François en de hebben deelgenomen aan een bijeenkomst met mensen uit zijn parochie om na te denken over het Woord van God. Zo konden we delen in zijn dagelijkse pastorale ervaringen. Het is altijd een genade te mogen delen in de Nazareth-ervaring in een christelijke gemeenschap met een broeder van de Fraterniteit, om het leven te beluisteren van de christenen en hun gemeenschap met Christus.

We hebben ook het werk gewaardeerd van Fernando TAPIA, van Jean-Michel BORTHEIRIE en van Manuel POZO in Almera, Spanje, om een document te maken over de ‘Nazarethmaand’. Dit document zal bestudeerd worden en goedgekeurd in de Bijeenkomst van Bangalore. Dank aan deze broeders die op die wijze beantwoord hebben aan de vraag van de Internationale Equipe.

Wij herinneren er meteen nog eens aan dat wij rekenen op de bijdrage van alle regionen om het budget te spijzen voor de internationale Equipe en dit vooral met het oog op de Wereldbijeenkomst in Bangalore, januari 2019. Voor wie het aangaat, wil de Internationale Equipe deze ontmoeting voorzien tegen een betaalbare prijs.

Heel veel dank voor de fraterniteiten die hun bijdrage met edelmoedigheid reeds hebben in orde gebracht.

Onze webstek iesuscaritas.org staat open voor alle fraterniteiten. Wij hopen dat jullie artikelen sturen, nieuws en het aankondigen van de toekomstige initiatieven om ze in de ‘agenda’ aan te plaatsen. Het is een manier om elkaar wederzijds nabij te zijn. Wij vinden het belangrijk dat onze fraterniteiten plaatsen zijn waar wij vernemen hoe we missionair kunnen zijn binnen onze diocesane priestercorpsen.

Op deze plaatsen waar we parochies, hospitalen, gevangenissen, onthaal voor vreemdelingen (verjaagd uit hun landen door oorlog of armoede) en plaatsen van solidariteit met de meest bedreigden van onze samenleving terugvinden, bewaren wij de geest van het appel van Broeder Charles om de ‘laatsten’ te vervoegen. Want het is met hen dat wij de Christus ontmoeten. Er is geen open spiritueel leven mogelijk zonder een edelmoedig en barmhartig hart.

Paus Franciscus nodigt er ons dringend toe uit: « Laten naar buiten treden om aan allen het leven van Jezus Christus aan te bieden… Ik verkies een gehavende Kerk, gekneusd en vuil omdat ze de straat is opgegaan, eerder dan een Kerk die ziek is omdat ze in zichzelf zit opgesloten, gehecht aan het comfort van haar eigen zekerheden. … Meer dan de vrees ons te vergissen, hoop ik dat we bezield blijven door de vrees opgesloten te zitten in structuren die ons een valse bescherming geven, in normen die ons tot onverbiddelijke rechters maken, in gewoontes waarin we ons comfortabel voelen, terwijl er buiten een uitgehongerde menigte wacht en Jezus maar voor ons blijft herhalen: “Jullie moeten hun te eten geven” Mc 6,37).” (De Vreugde van het evangelie, nr. 49).

Vanuit Vernon wensen we jullie een heilzame vasten en een mooie weg naar Pasen toe met Jezus en met je broers en zussen waarmee je tocht bent.

Jean-François en Aurelio

Vernon, Normandië, Frankrijk, 10 maart 2017

PDF: Brief van Jean François en Aurelio, Vernon, maart 2017, neer

Orientamenti generali per il mese di Nazaret

Fernando Tapia Miranda, pbro.
Responsabile Panamericano di IESUS CARITAS.

La I Assemblea Panamericana della nostra Fraternità Sacerdotale tenutasi a Cuernavaca, Messico, febbraio 2015, ha proposto all’Equipe Internazionale “convocare un equipe di quattro persone per fare uno studio specifico sull’identità, finalità, contenuti e modo di realizzare il Mese di Nazaret e redigere un documento con Orientamenti Comuni, rispettando le specificità culturali di ogni paese. Questo documento verrà presentato per l’approvazione nella prossima Assemblea Generale”1.

L’ Equipe Internazionale ha accolto questa proposta e nella riunione di ottobre 2016 ha chiesto a Manuel Pozo (Spagna), Jean Michel Bortheirie (Francia) e Fernando Tapia (Cile), di formare questa commissione e redigere un documento sul Mese di Nazaret.

I tre abbiamo accettato questo incarico e abbiamo lavorato partendo dalla realtà dei nostri paesi di origine, studiando gli articoli dei bollettini IESUS CARITAS sul Mese di Nazaret e raccogliendo esperienze e materiali già elaborati per gli anteriori mesi di Nazaret dei diversi paesi.

Finalmente ci siamo riuniti a Almería, Spagna dal 20 al 24 febbraio 2017 per realizzare il nostro lavoro. Manuel Pozo ci ha accolto nella sua parrocchia Nuestra Sra. de Monserrat con grande spirito fraterno. Abbiamo iniziato la giornata con l’adorazione eucaristica e le lodi e l’abbiamo terminata con l’Eucarestia insieme alla comunità parrocchiale.

Tutti e tre, avendo esperienza del Mese di Nazaret, abbiamo dato e ricevuto i contributi di ciascuno. In questo modo il lavoro è scorso fluido ed è stato molto partecipativo e gradevole. Il principale punto di riferimento è stato il testo approvato nell’Assemblea Internazionale tenutasi in Algeria nel 1982 con il titolo”Mese di Nazaret” e che è stato assorbito nelle ultime edizioni del Direttorio.

Il nostro lavoro ha come destinatari principali i Responsabili Regionali e la loro equipe, come anche i Coordinatori del Mese di Nazaret e la loro equipe. Nella prima parte ci sono gli Orientamenti generali del Mese di Nazaret, gli obiettivi, i criteri per la sua realizzazione, il profilo del Coordinatore del Mese, le tappe della realizzazione e dello sviluppo di un giorno tipo.

C’è anche una seconda parte (la più lunga) con gli schemi per i temi di riflessione, le domande per il lavoro personale e di gruppo e per le meditazioni della settimana di ritiro con alcuni esercizi per la preghiera personale. Sono un aiuto per gli espositori quando debbono preparare sia i temi di riflessione come le meditazioni del ritiro.

Ringraziamo il Signore per aver avuto la possibilità di collaborare in questo lavoro così importante per la nostra Fraternità e lo mettiamo a disposizione dell’Equipe Internazionale, che ci ha affidato tale incarico.

Almería, 25 febbraio 2017.

PDF: ORIENTAMENTI GENERALI PER IL MESE DI NAZARET, it